Arrestato il primario del IRCCS Oncologico di Bari: accuse di concussione e peculato

Arrestato il primario del IRCCS Oncologico di Bari: accuse di concussione e peculato
Primario arrestato a Bari

In un drammatico sviluppo, il primario è stato arrestato mentre riceveva una somma di denaro da un paziente dell’Irccs Oncologico “Giovanni Paolo II” di Bari. Il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente visite di controllo, ma secondo le accuse, il 68enne Vito Lorusso avrebbe richiesto denaro non dovuto ai suoi pazienti per le cure oncologiche. I reati contestati sono concussione e peculato.

La notizia ha suscitato una forte reazione nell’istituzione sanitaria. Alessandro Delle Donne, direttore generale dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pugliese, ha dichiarato: “Abbiamo appreso di questa vicenda attraverso la stampa e attenderemo eventuali notifiche dalle forze dell’ordine. Siamo sconvolti e indignati e, se i fatti saranno confermati, non ci saranno tolleranza né compassione per chiunque ne sia coinvolto”.

Il prof. Lorusso, primario e responsabile di una unità operativa oncologica medica, è stato arrestato nello studio medico situato al primo piano dell’ospedale. Le indagini hanno rivelato che il suo comportamento concussivo era simile a episodi precedentemente accertati tramite intercettazioni telefoniche, ambientali e video sorveglianza.

La condotta illecita osservata dalla polizia durante l’arresto coincide con quella riscontrata regolarmente fin dall’inizio dell’attività tecnica del medico. Gli elementi comuni a tutti gli episodi comprendono la posizione di estrema vulnerabilità psicologica in cui si trovano le vittime, che ripongono nella cura la speranza di salvare la propria vita, nonché il modus operandi del medico che costantemente denigra il servizio sanitario nazionale e i suoi stessi colleghi, facendo loro sottostare a minacce implicite.

Secondo quanto emerso, Lorusso avrebbe ingiustamente prospettato rischi e vantato le sue competenze, rassicurando i malati oncologici al fine di incassare denaro, elencando anche vantaggi riguardo ai tempi di attesa.

Al momento dell’arresto, il primario avrebbe anche rivolto queste parole al paziente: “Dove si fa la coda, io cerco di evitarti ovviamente tutte quelle rotture di palle”. Successivamente, sono intervenute le forze dell’ordine. È stato constatato che il primario ha indebitamente percepito somme di denaro, sia nell’ambito delle prestazioni durante il suo servizio pubblico di follow-up, sia in quelle “intramoenia”, al di fuori di ogni registrazione ufficiale presso il cup.

Questo allarmante episodio di sfruttamento, abuso di potere e violazione dei principi fondamentali dell’etica medica ha scosso profondamente la comunità medica e i pazienti. Ci si augura che giustizia sia fatta e che si prenda appropriatamente provvedimento nei confronti di chi tradisce la fiducia e il giuramento di curare e proteggere la vita umana.