Ciò che l’Arabia Saudita non vuole che tu sappia: la crisi dei migranti etiopi!

Ciò che l’Arabia Saudita non vuole che tu sappia: la crisi dei migranti etiopi!
Arabia Saudita

La situazione al confine tra l’Arabia Saudita e lo Yemen continua a sollevare gravi preoccupazioni per quanto riguarda i diritti umani. Un recente rapporto di Human Rights Watch ha rivelato prove sconcertanti riguardo all’uso di armi da fuoco da parte della guardia di frontiera saudita contro i migranti etiopi che cercano di attraversare il regno.

Secondo il rapporto, decine di testimoni oculari hanno riferito di essere stati testimoni di attacchi mortali contro migranti disarmati lungo le rotte migratorie. Le immagini mostrano corpi senza vita e luoghi di sepoltura lungo il confine, lasciando pochi dubbi sulla gravità della situazione. Si stima che il numero di morti potrebbe raggiungere cifre allarmanti, addirittura migliaia.

Questa “epidemia di violenza” nei confronti dei migranti etiopi potrebbe costituire un crimine contro l’umanità, secondo Human Rights Watch. L’organizzazione ha chiesto un’indagine indipendente per accertare le responsabilità e assicurare che i responsabili siano portati davanti alla giustizia.

Le Nazioni Unite, a loro volta, hanno sollevato dubbi sul comportamento dell’Arabia Saudita, in particolare per l’aumento dei casi di sparatorie contro i migranti lungo il confine meridionale con lo Yemen. Questo paese è già devastato dalla guerra e la situazione dei migranti risulta ancora più fragile e pericolosa.

L’Arabia Saudita ospita circa 750.000 migranti etiopi, ma si stima che fino a 450.000 di loro siano entrati nel regno senza autorizzazione. La maggior parte di questi migranti proviene dalla regione settentrionale di Tigray, in Etiopia, che è stata colpita da una guerra civile in corso da due anni. L’Arabia Saudita ha collaborato con il governo etiope per rimandare migliaia di persone in Etiopia, nella speranza di affrontare la crisi di disoccupazione giovanile che affligge il regno.

Il rapporto di Human Rights Watch ha intervistato diversi migranti etiopi e parenti di persone che hanno tentato di attraversare il confine. I loro racconti sono angoscianti e pieni di terrore. Parlano di armi esplosive sparate a bruciapelo, di guardie saudite che chiedono dove preferiscono essere colpiti e di donne, uomini e bambini lasciati feriti o già morti sul terreno montuoso.

Questa non è la prima volta che si sollevano preoccupazioni riguardo al trattamento dei migranti in Arabia Saudita e nello Yemen durante la guerra. L’ONU ha inviato una lettera a Riad nel 2022, segnalando un numero significativo di morti e feriti a causa di bombardamenti e sparatorie delle forze di sicurezza saudite.

È fondamentale che la comunità internazionale prenda seriamente questa questione e agisca per porre fine a questa violenza e all’impunità dei responsabili. Ogni vita umana è preziosa e nessuno dovrebbe essere soggetto a tali atrocità. Le autorità saudite devono rispondere di fronte alla giustizia per i loro atti e garantire che i migranti siano trattati con dignità e rispetto, come prescritto dalle norme internazionali sui diritti umani. Solo così si potrà porre fine a questa tragedia che continua a mietere vittime innocenti.