L’Europa prende una decisione storica: approvata l’AI Act!

L’Europa prende una decisione storica: approvata l’AI Act!
AI Act

È un momento storico per l’Europa e la sua strada verso la regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Proprio recentemente, la Commissione Europea ha delineato il primo quadro normativo sull’intelligenza artificiale, noto come AI Act, che mira a indirizzare e moderare l’impiego di tecnologie avanzate nella vita quotidiana dei cittadini europei. Tra le varie disposizioni, una che spicca per la sua rilevanza e attualità riguarda la regolamentazione dell’uso del riconoscimento biometrico.

In un mondo sempre più digitalizzato, dove i sistemi basati sull’intelligenza artificiale possono potenzialmente influenzare molti aspetti della vita sociale ed economica, l’AI Act si pone come un baluardo per la protezione dei diritti dei cittadini. Nella società attuale, il riconoscimento biometrico è diventato uno strumento diffuso, impiegato per fini di sicurezza, personalizzazione dei servizi e persino per la pubblicità. Tuttavia, tale tecnologia solleva questioni etiche e privacy-related, portando la Commissione Europea a introdurre dei limiti ben definiti per il suo utilizzo.

L’AI Act stabilisce che il riconoscimento biometrico in tempo reale in spazi pubblici ad uso delle autorità di law enforcement dovrà essere strettamente controllato. Tale intervento normativo non significa un divieto assoluto, ma pone delle condizioni e degli scenari specifici in cui l’uso di questa tecnologia potrebbe essere permesso. In sostanza, si prevede un sistema in cui la sorveglianza biometrica di massa da parte dello stato sarà bandita, ad eccezione di circostanze eccezionali, come la ricerca di persone scomparse o la prevenzione di gravi minacce alla sicurezza.

Il legislatore europeo ha quindi deciso di approcciare con una visione olistica l’impiego di tali strumenti, ponendo al centro la dignità umana, la libertà e i diritti fondamentali. L’AI Act si configura come un tentativo di bilanciare le enormi potenzialità che l’intelligenza artificiale offre con la necessità di tutelare i cittadini da possibili abusi.

Nel dettaglio, l’AI Act propone un sistema di classificazione dei rischi associati all’uso dell’intelligenza artificiale, distinguendo tra applicazioni ad “alto rischio”, “rischio limitato” e “rischio minimo”. Le applicazioni che rientrano nella categoria ad “alto rischio” saranno soggette a controlli rigorosi prima della loro immissione sul mercato, incluse quelle che fanno uso di riconoscimento biometrico.

Simultaneamente, l’AI Act non trascura l’importanza di stimolare l’innovazione e la competitività. Infatti, nell’architettare il nuovo quadro normativo, la Commissione Europea ha cercato di evitare eccessive restrizioni che potrebbero soffocare il progresso tecnologico. Ecco perché la regolamentazione è stata progettata con un approccio che intende essere proporzionale e flessibile, in grado di adattarsi alle mutevoli circostanze e alle evoluzioni del campo dell’intelligenza artificiale.

Per concludere, l’AI Act rappresenta un passo significativo verso la creazione di uno standard europeo per la regolamentazione delle tecnologie emergenti. Garantendo che il riconoscimento biometrico e altri strumenti AI siano impiegati in maniera responsabile e trasparente, l’Europa si pone all’avanguardia nella tutela dei diritti dei cittadini nell’era digitale, delineando un percorso che altre regioni potrebbero ben presto decidere di seguire.